
Per anni i collezionisti cinesi hanno continuato a vedere la stessa scheda misteriosa. Compare nella fotografia promozionale stampata su alcune delle prime schede telefoniche magnetiche del Paese: una mano inserisce in un telefono pubblico Tamura una scheda con lo skyline di New York. L’immagine ha viaggiato di emissione in emissione, da Hegang alla provincia del Liaoning, ma nessuno sapeva che cosa fosse davvero quella scheda. Yang Xiaodong ha trovato la risposta, e l’originale.
Yang Xiaodong colleziona schede telefoniche dal 1992, da quando era studente universitario. Più di trent’anni dopo, la sua collezione ha superato le centomila schede, custodite in una biblioteca domestica dove album, cataloghi e faldoni d’archivio numerati coprono le pareti dal pavimento al soffitto.
Ciò che rende speciale il suo lavoro è il modo in cui lo condivide: Yang organizza le sue schede in opere espositive tematiche, pagine accuratamente documentate in cui le schede telefoniche raccontano storie che vanno ben oltre la telefonia. I Giochi Olimpici dal 1896 a oggi, la storia della musica dagli antichi strumenti cinesi fino a Mozart e Beethoven, l’evoluzione tecnica delle schede magnetiche e ottiche: ogni esposizione trasforma la collezione in un racconto, con rarità come una scheda di test Landis & Gyr di Taiwan di cui esistono solo cinque esemplari al mondo.
È anche una delle figure di riferimento del collezionismo organizzato in Cina. Yang guida il Comitato di collezionismo di schede della China Association of Collectors, partner istituzionale del WPC Club nel Paese, e ha partecipato a tre edizioni del PIM – Phonecards International Meeting, dove al PIM 2026 ha ricevuto un riconoscimento come “Best travelling collector”.
Questo è il quinto episodio di Storie dei collezionisti, il primo che ci porta in Cina. Yang ha risposto alle nostre domande in cinese; la traduzione è a cura della redazione del WPC Club.
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Come è nata la tua passione per le schede telefoniche?
Ho iniziato a collezionare schede telefoniche nel 1992, durante gli anni dell’università. La prima scheda che ho collezionato non è più con me, ma il suo ricordo è ancora vivissimo.
Come descriveresti la tua collezione a chi si avvicina ora a questo mondo?
Il collezionismo di schede è una testimonianza del progresso della società umana e della tecnologia, e un importante custode della memoria della nostra civiltà. Poiché amo il calcio e lo sport, ho raccolto un gran numero di schede su questi temi e le ho organizzate in opere espositive.


Quante schede telefoniche ci sono nella tua collezione?
Non le ho mai contate con precisione: dovrebbero essere più di centomila. Mi ci sono voluti oltre trent’anni per costruire la collezione, con grandi progressi negli ultimi due.


C’è una scheda da cui non ti separeresti mai?
Le schede che testimoniano esperienze personali, amicizie ed eventi speciali sono quelle da cui non mi separerò mai.
Che cosa ti dà più soddisfazione in questa passione?
È una finestra per capire il mondo e accrescere le mie conoscenze, un modo per stringere amicizie in Cina e ovunque, ed è anche parte della mia attività professionale.
Hai mai fatto una scoperta inattesa?
Molte. Un esempio è la scheda di prova Tamura di New York: questa scheda compare sulle prime schede telefoniche cinesi e per lungo tempo nessuno aveva trovato la risposta.




Hai partecipato al PIM – Phonecards International Meeting?
Ho partecipato tre volte. Il ricordo più bello è il riconoscimento che gli organizzatori mi hanno consegnato.


La targa è stata consegnata durante la cena dei collezionisti del sabato sera del PIM 2026, animata da uno spettacolo di danza brasiliana: uno di quei momenti in cui l’incontro va oltre il collezionismo.
Come hai conosciuto il WPC Club?
Grazie all’invito del signor Davide, l’organizzatore. Confrontarsi con amici che condividono la stessa passione è una delle grandi gioie del collezionismo.
Che cosa speri di trovare nella comunità del WPC Club?
Lo scambio internazionale: è l’unica organizzazione mondiale di collezionismo di schede, o una delle pochissime, al mondo.
C’è qualcos’altro che vorresti raccontare?
Attraverso il collezionismo di schede telefoniche ho conosciuto tantissimi amici in tutta la Cina e nel mondo. Non ci scambiamo soltanto schede: siamo diventati veri amici nella vita. Ovunque io viaggi posso incontrare amici diversi, condividere successi, gioie e anche delusioni, e aiutarci con sincerità. Questo significato, che va ben oltre il collezionismo in sé, è ciò a cui tengo di più.

Da un campus universitario nel 1992 a un riconoscimento sul palco del PIM, la storia di Yang Xiaodong mostra che cosa diventa il collezionismo di schede telefoniche quando si fa studio e ponte tra Paesi. Una scheda stampata a Tokyo, ritratta su un telefono pubblico di Hegang, finalmente identificata da un collezionista che non ha mai smesso di farsi domande; pagine espositive in cui le schede telefoniche ripercorrono i Giochi Olimpici e la storia della musica; un archivio costruito in più di trent’anni, una scheda alla volta. Il WPC Club è orgoglioso di contarlo tra i suoi soci e di lavorare al fianco del Comitato di collezionismo di schede della China Association of Collectors
Storie dei collezionisti continua con nuove voci dalla comunità del WPC Club. Se sei socio e hai una collezione da raccontare, scrivici: potresti essere la nostra prossima intervista.