Giuseppe Perrotti: la passione per le schede telefoniche giapponesi tra Disney, anime e manga

Giuseppe Perrotti, socio del WPC Club presente al PIM fin dalla prima edizione, colleziona circa 4.500 schede telefoniche giapponesi a tema Disney, anime e manga. Una passione nata da bambino, riaccesa da un incontro e alimentata dallo studio di un paese lontano.

Ci sono collezioni che nascono da un incontro e collezioni che rinascono da un incontro. Quella di Giuseppe Perrotti, socio del WPC Club e presente al PIM – Phonecards International Meeting fin dalla prima edizione, le ha vissute entrambe. Napoletano, cresciuto tra le schede che il padre gli portava a casa e le cabine perlustrate con gli amici, Giuseppe ha lasciato dormire la passione su uno scaffale per anni, finché una conversazione con la donna che sarebbe diventata sua moglie non l’ha riaccesa.

Oggi la sua collezione è tutta giapponese e tutta tematica: circa 4.500 schede telefoniche dedicate a Disney, anime e manga, ordinate e riordinate a ogni nuova scoperta, con un sogno nel cassetto che riguarda tutti i collezionisti di questo tema.

Ecco la sua storia, nelle sue parole.

Da quanti anni collezioni schede telefoniche e come è iniziata questa passione? Come descriveresti la tua collezione a chi non conosce questo hobby?

La passione per le schede telefoniche nasce da bambino. Papà lavorava fuori casa e quando tornava mi portava le schede che usava per chiamarci. È continuata da ragazzo, quando con gli amici si “perlustrava” ogni cabina per trovare la scheda più bella e più rara. Poi, come capita a molti, la passione si è un po’ spenta, o meglio affievolita: le schede sono rimaste ferme su uno scaffale per anni.

Nel 2010 ho conosciuto quella che sarebbe diventata mia moglie e, nel raccontarci di noi, ho scoperto che anche lei da bambina collezionava schede telefoniche. Quella scintilla ha riacceso la passione come fosse un incendio. Negli anni alle schede italiane ho voluto affiancare la collezione di schede giapponesi. La cosa è nata un po’ per caso: in un lotto di schede acquistate ne ho trovate alcune di questo paese che io amo e che sogno di visitare, e da lì mi si è aperto un mondo.

Essendo la produzione di schede giapponesi immensa, ho preferito darmi un tema. Avendo una bambina piccola e una moglie mai troppo cresciuta come me, Disney, anime e manga sono sembrati una scelta più che ovvia.

Ora la collezione giapponese prende tutte le mie energie e mi sono specializzato soprattutto sulla tematica Disney, di cui sto cercando di imparare logiche di mercato e catalogazione per rendere la mia collezione il più completa possibile.

I raccoglitori neri e blu della collezione di schede telefoniche giapponesi di Giuseppe Perrotti

Quante schede hai circa in collezione? E in quanti anni le hai accumulate?

La mia collezione ormai è solo quella giapponese tematica, principalmente Disney e una parte anime e manga. È cominciata circa nel 2018 e conta all’incirca 4.500 schede.

Album aperti di schede telefoniche giapponesi Disney della collezione di Giuseppe Perrotti

C’è una scheda che non cederesti mai? Cosa la rende così speciale per te?

Io sono il custode della mia collezione, un po’ come un bibliotecario, ma chi decide sono la moglie e le figlie. Le schede più belle sono quelle per cui loro si emozionano: quando mi dicono “che bella questa” so già che non uscirà più dall’album. In più io sono molto affezionato alle schede Disney annuali, che vengono prodotte per diverse tematiche e ricorrenze.

Schede telefoniche giapponesi Tokyo Disneyland e Disney Store negli album di Giuseppe Perrotti

Cosa ti dà più soddisfazione di questo hobby: la ricerca, la scoperta, la storia dietro le schede, il contatto con altri collezionisti, o qualcos’altro?

Sono tutte fasi del collezionismo che mi appassionano, ognuna a modo suo.

La ricerca è continua. Sembra un lavoro monotono finché non vedo quella, lei, la scheda che mancava a completare una serie o a riempire un buco nell’album.

E poi ci sono i perché: la scoperta delle storie nascoste, delle lievi differenze che rendono due schede che a una prima occhiata sembrano la stessa due cose completamente diverse.

Quando ho iniziato a collezionare schede giapponesi guardavo solo il davanti, mi accontentavo dell’immagine. Poi piano piano ho studiato e mi sono documentato, ho scoperto logiche di mercato e utilizzo delle schede in un paese per me magico e così lontano dalla nostra cultura, e per molti aspetti più complicato da capire anche solo per la lingua e la scrittura. Ho scoperto che una tacchetta sul retro invece di due aveva un significato diverso, ho trovato (impresa non facile) un catalogo e reso la mia collezione più seria.

Amo anche che con questo “studio” delle schede evolva la mia collezione, che cambia ordine e logica di sistemazione negli album a ogni nuova conoscenza che acquisisco. E chissà che in futuro non trovi il modo di imparare la lingua, per capire meglio.

Gli altri collezionisti sono l’ultimo pezzo del puzzle. Il contatto con loro online e alle fiere mi permette di accrescere le mie conoscenze e la mia collezione, e mi dà modo di parlare con chi condivide la mia passione.

Schede telefoniche giapponesi a tema anime e manga, tra cui Lupin III e Dragon Ball, nella collezione di Giuseppe Perrotti

Hai mai fatto una scoperta inaspettata? Una scheda trovata per caso che si è rivelata particolarmente rara o significativa?

Sì. È una cosa che a molti potrà sembrare insignificante, ma a me all’epoca ha dato una grande emozione. Parliamo ancora della collezione italiana. Dopo aver scoperto che anche la mia fidanzata dell’epoca, ora moglie, collezionava schede, lei si è proposta di darmele per unire le nostre collezioni. Anche perché io, napoletano, pur avendo una collezione molto più completa della sua, avevo pochissime schede bilingue dell’Alto Adige, di cui lei, essendo trentina, era ben rifornita. Nell’unire le nostre collezioni e controllare le schede uguali una alla volta, per cercare varianti o la meglio conservata, abbiamo scoperto di avere due schede con l’OCR consecutivo. Sono le uniche schede italiane della mia vecchia collezione che ho conservato per me prima di venderla.

Schede telefoniche giapponesi Weekly Jump, Slam Dunk e Urusei Yatsura negli album di Giuseppe Perrotti

Hai partecipato al PIM – Phonecards International Meeting? Cosa ricordi di quell’esperienza?

Partecipo fin dalla prima edizione di Milano e poi a tutte le successive a Torino. Quando ho saputo del progetto la cosa mi ha entusiasmato. Ero motivato dalla possibilità di mostrare la mia collezione e di vendere e scambiare i miei doppioni, ma soprattutto dalla possibilità di conoscere diverse realtà legate al collezionismo internazionale, nella speranza di trovare altri collezionisti legati alla mia tematica. Cosa che è anche accaduta, proprio nella prima edizione, in cui ho conosciuto un altro collezionista di schede giapponesi a tematica manga.

Giuseppe Perrotti sfoglia un album di schede telefoniche giapponesi City Hunter e F.Compo

Come sei venuto a conoscenza del WPC Club e cosa ti ha convinto a iscriverti?

Partecipando al PIM dalla prima edizione sono sempre rimasto in contatto con gli organizzatori, tenendomi informato sulle novità proposte. Quando c’è stata la possibilità di iscriversi al WPC Club mi è sembrata una scelta ovvia, per restare sempre più legato a questo mondo e in contatto con gli altri collezionisti.

C’è qualcosa che ti aspetti dalla community del WPC Club che non hai ancora trovato altrove?

Continuare a conoscere collezionisti da tutto il mondo, nella speranza di trovare qualcun altro che abbia la mia stessa tematica. O, perché no, “contagiare” qualcun altro perché inizi a collezionare schede giapponesi Disney, anime e manga.

C’è qualcosa della tua storia di collezionista che vorresti condividere e che le domande precedenti non ti hanno permesso di raccontare?

Da collezionista di una tematica così particolare ho un sogno nel cassetto: realizzare un catalogo di schede giapponesi a tematica Disney il più possibile completo, visto che l’unico di cui conosco l’esistenza è datato e perciò incompleto. Così da dare a chi volesse cominciare una collezione simile alla mia la possibilità di farlo con uno strumento che lo guidi nella ricerca e nella catalogazione delle schede.


Il WPC Club ringrazia Giuseppe Perrotti per aver aperto i suoi album. La sua storia racconta qualcosa che molti soci riconosceranno: una collezione non è mai solo un insieme di schede, è il modo in cui si impara a guardarle. Dal davanti al retro, da un’immagine a una tacchetta, da un lotto comprato per caso a un tema che assorbe ogni energia.

Il catalogo delle schede giapponesi Disney che Giuseppe sogna di realizzare non deve restare un sogno nel cassetto, e il Club vuole dargli una mano. Se hai in collezione schede telefoniche giapponesi a tema Disney, inviaci una scansione o una foto del fronte e del retro, con le informazioni che conosci sulla scheda (anno, emittente, serie). Il WPC Club raccoglierà il materiale e lo girerà a Giuseppe, che lo confronterà con la sua collezione e con il catalogo esistente. Ogni scheda in più è un passo verso uno strumento che oggi non esiste, utile a chiunque voglia iniziare una collezione come la sua. Scrivi a [email protected] con oggetto “Catalogo Disney Giappone”.

Tutte le interviste della serie sono raccolte nella pagina Storie dei collezionisti. Se sei socio del WPC Club e hai una collezione da raccontare, scrivici: potresti essere la prossima intervista. Se non sei ancora socio, scopri come iscriverti nella pagina Membership.